ITINERARI

La Valtiberina segue dal suo nascere il biondo Tevere, ed è un luogo pieno di memorie di battaglie, di incontri di Santi ed Eroi. Domina la Valle il Monte della Verna sacro a San Francesco che lì si fermò a pregare, per essere più vicino a Dio, Monte così caro a Michelangelo Buonarroti che lo pose nello sfondo del Tondo Doni come a voler ricordare agli uomini che lui era nato li'.

E’ certo che gli alti castelli che circondano in ogni parte la valle difendono i segreti e le storie dei molti personaggi celebri che qui hanno dimorato. Da San Francesco che andando dalla Verna ad Assisi, veniva ospitato dai conti di Montauto concedendogli la possibilità di vivere nella grazia. Si narra infatti che i Conti di Montauto ricevano in sonno – tre giorni prima di morire - la visita di un cavaliere con in mano una torcia accesa.

Lungo il percorso – Via di San Francesco – si trova un'altra rupe l’Eremo di Montecasale, piccola pietra grigia dove il Santo riceve le Sacre Stimmate ed incontra i tre ladroni. Nel 1440 in questo lembo di terra , Guelfi e Ghibellini si scontrarono in tenzone e di questa memorabile battaglia, Leonardo volle lasciar memoria negli Uffizi, stimolato da quel matematico Luca Pacioli, che, nato a Sansepolcro, con lui visse a Milano . Ancora oggi il celebre affresco – La Battaglia di Anghiari - nascosto dento il “Palazzo degli Uffizi” (così scrive il Vasari) aspetta di essere ritrovato.

Il fantasma Baldaccio nel castello di Sorci, racconta di riunioni fra soldati di ventura che congiurano ora contro il Papa, ora contro Lorenzo dei Medici. Per questo il Papa Bonifacio impadronendosi del Castello Bufalini, lo pose a baluardo dello Stato Pontificio al fine di osservare i Medici, suoi temuti vicini. In questi luoghi fu relegato nel 1524 il “Rosso Fiorentino” artista eclettico che dipinse la “Deposizione del Cristo” primo esempio di deposizione, con la testa rivolta verso il basso. Negli stessi anni i fratelli Alberti e Raffaellin dal Colle dipingono per le confraternite e per la curia capolavori unici oggi esposti nel Museo di Sansepolcro e in Duomo. Ma celebre fu quel Piero della Francesca che per primo pose le basi della prospettiva pittorica dipingendo nello sfondo della Resurrezione” le colline che al tramonto si tingono di viola. Il Borgo ha dato i natali a quel Fra Luca Pacioli che primo organizzò lo studio della ragioneria e che organizzò, grazie ai poliedri, le lettere dell'alfabeto. La Summa e la Divina proportione evidenziano il rapporto tra matematica pratica e matematica teorica che caratterizza sia lo stile che i contenuti delle opere di Pacioli.

In queste terre ancora oggi si respira lo spirito battagliero di genti fiere, dedite al lavoro ed al sacrificio che si rispecchia nelle facciate pulite delle case, nel modo di fare dei commercianti , nei merletti, negli ori, nei mobili, nei tessuti che fini artigiani producono.

Ancora oggi negli stretti vicoli medioevali di Anghiari, Sansepolcro, Citerna, si intravedono portoni di conventi di clausura ed austeri palazzi occupati da antiche stirpi.

Ora la valle vive grazie alla coltivazione e lavorazione del tabacco, alle reazioni artigianali di prosciutti e salsiccia, alla produzione di paste alimentari con un nome per tutti: Buitoni (fondata nel 1827) oltre che per la produzione di erbe officinali raccolte dalla nota azienda farmaco-erboristica Aboca. Rimane inoltre importante la produzione di oggetti d'oro e argento espostati ormai in tutto il mondo. Un cenno particolare meritano poi i tessuti fatti al telaio e i merletti oltre alla creazione di prodotti per parrucchieri.

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